Slax la distro live portabile e altamente configurabile

Slax e’ una distribuzione Linux basata  su Slackware 12 che riesce a partire da qualsiasi supporto bootabile in appena 190MB.

E’ un’ottima distribuzione sopratutto per chi sta cercando qualcosa di facilmente personalizzabile e semplice da usare. Io in particolare la sto usando per un progetto lavorativo che mi vede impegnato nella creazione e configurazione di un sistema Linux ad-hoc che giri su un ridottissimo hardware collegato a schermi LCD giganti.
Un po’ quello che vedete in giro per i centri commerciali o negli Autogrill, avete presente quegli enormi LCD che visualizzano le informazioni sul traffico, il meteo e le ultime notizie in tempo reale? Ecco il mio progetto e’ qualcosa di molto simile.

Ho deciso di basarlo su Slax perche’ l’ho trovata piacevolmente adatta a tale lavoro. Slax e’ modulare, si puo’ decidere quali moduli farle caricare per ottenere sistemi piu’ o meno complessi ma la cosa veramente entusiasmante e’ la facilita’ con la quale si puo’ estendere, clonare e riusare praticamente ovunque dai supporti meno convenzionali come le DOM a 44 pin (Disk On Module) alle piu’ comuni chiavette USB fino ai classici HDD (sata/ide), e tutto sempre con la stessa immagine ISO senza cambiare una virgola. Anche l’hardware sul quale farla girare non dovra’ avere alcun particolare requisito, di default ho provato che parte piuttosto bene su diversi tipi di schede madri e cpu oltre a supportare una vastissima quantita’ di device piu’o meno conosciuti senza l’aggiunta o la scocciatura della compilazione di driver esterni o peggio kernel interi.

Slax impressiona per la sua enorme compatibilita‘, attualmente la sto configurando su sistemi Pico-ITX, hardware ridotto al minimo nelle dimensioni ma non certo nelle prestazioni, se poi pensate che senza toccare nulla schede wireless, webcam, audio e quant’altro funzionano “al volo”, beh lo stupore e’ d’obbligo.

Il caricamento di Slax su un qualsiasi supporto storage e’ alquanto semplice, una volta scaricata e decompressa si presentano due directory: boot e slax.

La directory boot e’ quella che contiene bootloader e kernel mentre la directory slax e’ quella che contiene moduli aggiuntivi, il sistema vero e proprio e una directory “changes” nella quale vengono scritte tutte le modifiche che mano a mano vengono apportate al sistema una volta lanciato.

Quando la vostra distribuzione vi sembra matura e stabile bastera’ semplicemente montare la partizione contenente Slax e lanciare lo script per la creazione automatica dell’immagine ISO, a quel punto potrete ri-distribuirla ovunque con pochi e semplici passi.

Lo sviluppatore consiglia, inizialmente, di formattare il vostro supporto in FAT32, copiare le directory boot e slax al suo interno e lanciare lo script che carica il bootloader nell’MBR del supporto.
Io dopo averci lavorato per parecchie settimane posso dire che la partizione FAT32 si corrompe molto facilmente (soprattutto se usata su chiavette USB) e dopo svariati usi del sistema prima o poi si dovra’ per forza ricrearlo da zero (partendo dalla ISO creata come backup).
Molto scomodo e poco usabile, per questo da poco ho deciso di passare a una partizione EXT3 anche per il supporto principale, da quel momento tutto il sistema e’ diventato molto piu’ stabile (ma si puo’ usare anche un filesystem XFS volendo)

Insomma Slax e’ qualcosa che mancava nel panorama delle distribuzioni Linux e permette anche al sistemista junior di crearsi la sua personalissima distribuzione senza doversi sforzare troppo nell’intento di mettere tutti i pezzi al loro posto, per quello ci pensa Slax, voi dovrete solo apportare le vostre, spesso banali, modifiche, e il gioco e’ fatto.

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2 Responses to “Slax la distro live portabile e altamente configurabile”
  1. Martha
    10:10 on June 2nd, 2010

    Bai viet rat hay.Cam on

  2. uzi
    17:22 on January 16th, 2009

    io ho un DOM 44 pin (femmina) formattato in fat32 che funziona regolarmente sulla sua macchina ma che non ne vuol sapere di farsi vedere sui miei pc. ho provato con un adattatore ide (quello che si usa per connettere gli hard disk dei portatili al cavo flat ide dei pc) e con un adattatore usb/ide, ma sempre senza riuscire a vederlo, del mount neanche a parlarne.
    Siccome mi piacerebbe avere una copia di backup di tutto quello che c’è sul DOM, vorrei capire se questo è un problema mio oppure si devono usare particolari procedure per far vedere il disco al pc.
    Scusa se vado palesemente off-topic e ti racconto i fatti miei, ma sei il primo che trovo ad aver usato un DOM. Magari riesco a rubarti un paio di info preziose :)
    ciao

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