Alta Fedeltà (High Fidelity)

Nick Hornby

Si può dividere l’esistenza con qualcuno che ha una collezione di dischi incompatibile con la propria? Si possono avere dei gusti terribili e allo stesso tempo essere una persona degna di essere frequentata? Le canzoni tristi rischiano o no di mettervi a soqquadro la vita, se le ascoltate senza moderazione?
Trentacinquenne appassionato di musica pop, ex dj e attualmente proprietario di un negozio di dischi in cattive acque, Rob Fleming è pieno di interrogativi che lo inquietano. La ragazza lo ha appena lasciato; se per caso ritornasse, sarebbe capace di amarla totalmente, disperatamente come adesso? E inoltre: non farebbe meglio a smettere una buona volta di vivere in mezzo ai cd e a trovarsi un vero lavoro, a farsi una vera casa, una vera famiglia?
Tormentato da questi non lievi problemi esistenziali, ed esulcerato dalla perdita, dalla gelosia, dal desiderio, Rob se ne va in giro per la Londra dei pub e della musica d’avanguardia, spesso divagando e svagandosi con esercizi mentali decisamente gratuiti anche se molto impegnativi. Ad esempio, si diverte a stilare classifiche – i top five di ogni tempo – su tutti i possibili argomenti: i migliori film, i migliori libri, i migliori complessi musicali, le migliori canzoni, persino le più grandi fregature amorose (le sue, naturalmente; ne ha avuto parecchie).
Appassionato, commovente, amaro, ma anche e soprattutto ironico, anche e soprattutto divertente, Alta fedeltà mette felicemente in scena le avventure, gli amori, i sogni, le disillusioni di una generazione (di trentenni) già piuttosto provata, ma ancora piena di voglia di vivere.

Recensione: Alta Fedeltà

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4 Responses to “Alta Fedeltà (High Fidelity)”
  1. Miglior Hosting
    13:25 on April 14th, 2009

    Ottimo post!

  2. Lui
    13:22 on August 29th, 2005

    “Quattro Amici” spacca il culo ad “Alta fedeltà“.
    ahahaha momento carampanizzante ;)

    Io mi faccio pippe su ogni cosa. Sono il più grande esportatore di pippe al mondo.

  3. MicheleM
    12:37 on August 29th, 2005

    Mitico “Quattro Amici” abbiamo gli stessi gusti in fatto di letture :)
    E’ vero tutto quello che dici, l’ho trovato anch’io molto piacevole perche’ appunto ti ritrovi parecchio con il protagonista, non mi ero sinceramente fatto tutte le pippe del finale troppo “bello e giusto” ma magari hai ragione non sempre (quasi mai) finisce veramente cosi’, ma magari l’autore era in un periodo particolarmente ottimistico ;)
    Provero’ anche la versione cinematografica, vedremo…

  4. Lui
    12:21 on August 29th, 2005

    Quello che non sopporto di questo libro, è il lieto fine dello stesso.
    Insomma, nel libro ti ci trovi, molti dei suoi passaggi li senti come appartenenti alla tua realtà, per questo lo considero un buon libro.
    Ma la nota di speranza del finale mi lascia l’amaro in bocca, perchè è dannatamente facile da montare, il protagonista cresce e per questo ha la sua ricompensa. Ecco, questa faciloneria ad una ricompensa mi urta, la vita ti prende a calci senza poi darti una mano.
    Tra i finali migliori che ho letto rammento “Quattro amici” di Trueba.
    Ciò non toglie che sia un buon libro, ed anche l’adattamento cinematografico non è malvagio.
    Ecco.
    Occavolo sono stato serio….. ora vomito…

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